Girolamo Savonarola

Il 12 maggio 1497 papa Alessandro VI, Rodrigo Borgia, invia al domenicano Girolamo Savonarola, il Breve Cum saepe che potrebbe essere definito come un “atto dovuto” visto che Savonarola, negli anni precedenti, aveva ignorato i ripetuti richiami della massima autorità ecclesiastica.

Girolamo Savonarola
Fra’ Bartolomeo, Ritratto di Girolamo Savonarola, circa 1498, Museo di San Marco, Firenze (Italia)

Ma chi era costui? Chi era Girolamo Savonarola?

Girolamo Savonarola (1452-1498) era un predicatore, appartenente all’ordine dei frati Domenicani. Egli profetizzò sciagura per Firenze e l’Italia intera, e naturalmente ciò gli procurò non pochi problemi…

C’è da dire che Savonarola fu apprezzatissimo dalla popolazione perché nelle sue prediche, ispirandosi all’Apocalisse e ai libri dei Profeti, denunciava con forza il degrado della Chiesa, i vizi del suo tempo e il malgoverno della Firenze di Lorenzo de’ Medici, considerato come un tiranno.
Savonarola proponeva un modello di società nella quale istituzioni e cittadinanza avrebbero dovuto adottare uno stile di vita rigorosamente austero e morigerato, contrario a ogni lusso in quanto fonte di depravazione. Tutto ciò avrebbe fatto di Firenze la “Nuova Gerusalemme”. Roma invece continuava ad essere presa sotto accusa, perché il Papa Alessandro VI non conduceva una vita così tanto austera come avrebbe dovuto. Sia durante il cardinalato che durante il papato, Rodrigo Borgia concepì un numero tuttora imprecisato di figli tra i quali ricordiamo: Giovanni Borgia, Cesare Borgia, Lucrezia Borgia, Goffredo Borgia nati dalla relazione con Vannozza Cattaneo, inoltre il capo della Chiesa ebbe anche una relazione con Giulia Farnese, la quale diede alla luce Laura ect., in aggiunta si può dire che il Papa comprò il favore dei suoi elettori elargendo alte cariche ecclesiastiche e diritti su territori appartenenti allo Stato e alla Chiesa.

Quindi capite bene perché, Savonarola era collerico contro Roma ed il Papa? Uno Stato come quello ecclesiastico che doveva essere d’esempio per gli altri, che doveva essere basato su principi di umiltà e semplicità, che doveva farsi paladino dei meno fortunati, dei poveri, degli abbietti era corrotto. Corrotto fino al midollo, con il Capo Ecclesiastico Supremo che era vizioso, avido e con manie di potere.

Cosi il predicatore accusava nelle sue invettive la città Eterna «Nella lussuria ti sei fatta meretrice sfacciata, tu sei peggio che bestia, tu sei mostro abominevole».

Secondo la profezia che andava diffondendo Savonarola, la vendetta divina si sarebbe compiuta con la venuta d’oltralpe di Carlo VIII re di Francia che, nell’autunno del 1494, aveva intrapreso una spedizione militare in Italia per riconquistare il Regno di Napoli (suo per diritto ereditario). Incerte e contraddittorie  furono le scelte politiche di Piero de’ Medici, le quali causarono la ribellione della cittadinanza fiorentina che, nel novembre 1494, cacciò la famiglia de’ Medici, proclamando la Repubblica. Repubblica che si ispirava all’ideale predicato e tanto desiderato da Savonarola. Iniziarono così i richiami all’ordine di papa Alessandro VI, prima con l’invito del 21 luglio 1495 a recarsi a Roma per un colloquio (al quale Savonarola non si presentò), poi ci fu il Breve dell’8 settembre contenente l’accusa di eresia, false profezie e la sospensione da ogni incarico, compresa la predicazione. Il profeta obbedì sino alla Quaresima del 1496, dove incitato dalla folla, profetizzò che l’esperienza fiorentina avrebbe potuto estendersi pure in altre zone d’Italia. Al che Alessandro VI emanò il Breve Cum saepe del 12 maggio 1497 che ufficializzava la scomunica.

Studi recenti hanno rilevato che il documento potrebbe essere stato redatto da un falsario incaricato da Cesare Borgia per liberarsi definitivamente di un personaggio molto scomodo.

Comunque Savonarola respinse la scomunica rifiutando di obbedire, ad un papa che per lui era indegno, convinto nella falsità delle motivazioni; ma a Firenze, al governo, erano tornati i sostenitori de’ Medici : nell’aprile 1498, abbattendo il portone del convento dove il domenicano si trovava, lo arrestarono e lo rinchiusero nella torre di Palazzo Vecchio con l’accusa di eresia. Fu interrogato, torturato e sottoposto ad un processo palesemente manipolato che si chiuse con la condanna all’impiccagione. La sentenza fu eseguita il 23 maggio 1498 in piazza della Signoria ed il suo cadavere fu successivamente bruciato sul rogo.

Anonimo, Il rogo di Girolamo Savonarola in Piazza della Signoria in Firenze nel 1498, 1498, Museo di San Marco, Firenze (Italia)

Le ceneri furono sparse nell’Arno per evitare che diventassero oggetto di venerazione, e per evitare che la popolazione vedesse in Savonarola un Martire.

Luogo in cui fu arso Girolamo Savonarola, Piazza della Signoria, Firenze

Giulia Bertuccelli

Storica dell’arte laureata all’Università di Pisa. Affianca per un anno una ditta privata di restauro (tirocinio- Ditta Restauro Garosi, Firenze) poi si forma professionalmente come assistente di galleria, trasferendosi in un secondo momento a Barcellona e lavorando per Espronceda Institute of Art and Culture. Fondatrice del blog Mag Arte, sogna l'estinzione dell' ignoranza. Ama leggere disegnare e scrivere poesie. Ha un forte senso del dovrei e dimostra meno danni di quelli che ha.

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