Vendita di un bronzo del Seicento bloccata, partiva da una base d’asta di 2.000 euro.
Ci risiamo, in Spagna si è ripetuta una situazione simile a quella avvenuta un po’ di mesi fa con l’Ecce Homo attribuito a Caravaggio. Il dipinto sarebbe dovuto andare all’asta, in una vendita della Casa Ansorena, ma è stato velocemente ritirato a causa del grande interesse che ha suscitato.

Il protagonista di questa vicenda è il lotto 54, partiva da una base d’asta di 2.000- 2.400 euro. Una piccola scultura di 17 x 26 x 13 centimetri, genericamente descritta: scuola italiana, probabilmente Firenze, secolo XVII-XVIII e riconosciuta come il dio Vulcano.

Nella descrizione della scultura è possibile leggere “la nostra scultura segue i modelli di Pietro Simoni da Barga, scultore attivo tra il 1574 e il 1588 a Firenze. Come esempio, l’Ercole datato 1576 circa conservato al Metropolitan Museum di New York, con numero d’inventario 64.101.1462, dove il modello utilizzato ha una forte somiglianza col nostro Vulcano”.

Cos’è accaduto?
Poco prima dell’inizio della vendita, Suite, la casa d’aste spagnola ha contattato un potenziale acquirente spiegando che il ministero della cultura spagnola aveva dichiarato il bronzo non esportabile e che lo aveva ritirato per poterlo sottoporre a studi più approfonditi.

Gli esperti sospettano che possa trattarsi di una scultura di Gian Lorenzo Bernini, e nonostante non ci sia la certezza, la piccola scultura “è stata dichiarata non esportabile perché si ritiene che possa far parte di un gruppo scultoreo conservato nelle collezioni pubbliche spagnole”.

La somiglianza alla personificazione del fiume Gange della Fontana dei Quattro Fiumi in piazza Navona a Roma (il Gange, venne, in realtà, scolpito da Claude Poussin, uno dei tanti artisti che collaborarono con Bernini all’impresa) è indubbia.
E’ un’opera di grande qualità, non si esclude che possa trattarsi di una delle una delle figure che erano poste sul modello in bronzo della fontana. Una parte di queste (l’obelisco con le rocce) è conservata al Palacio Real di Madrid; descritto da María Jesús Herrero, storica dell’arte spagnola, come “un’opera ammirevole e importantissima essendo una delle poche opere di Bernini conservate in Spagna” (il modello è infatti attribuito al grande scultore e alla sua bottega).
La scultura sarà sottoposta a studi approfonditi.
Quel che è certo, è che se venisse confermato che si tratta del pezzo mancante del modello di Palacio Real, la stima salirebbe di molto

Giulia Bertuccelli

Storica dell’arte laureata all’Università di Pisa. Affianca per un anno una ditta privata di restauro (tirocinio- Ditta Restauro Garosi, Firenze) poi si forma professionalmente come assistente di galleria, trasferendosi in un secondo momento a Barcellona e lavorando per Espronceda Institute of Art and Culture. Fondatrice del blog Mag Arte, sogna l'estinzione dell' ignoranza. Ama leggere disegnare e scrivere poesie. Ha un forte senso del dovrei e dimostra meno danni di quelli che ha.

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