Koons, Shine, Palazzo Strozzi Firenze

Siete stati alla mostra di Jeff Koons a Palazzo Strozzi?
Affrettatevi!
Il 30 gennaio sarà l’ultimo giorno

Dal 2 ottobre Jeff Koons è ospite di Palazzo Strozzi. La mostra è stata curata da Arturo Galansino e Joachim Pissarro. Le opere selezionate sono alcune delle  più celebri dell’artista, che a quanto pare ha rivoluzionato il modo di far arte.

Shine – titolo della mostra – lucentezza e splendore sono il fil rouge che accompagna tutta esposizione, come del resto tutta l’arte di Koons.

Già varcando la soglia del cortile di Palazzo Strozzi, si viene invasi da una sensazione di ottimismo e allegria, è un esposizione di opere all’insegna della lucentezza e levigatezza dalle colorazioni accese ed eccessive che sprigionano vitalità, personalità e good vibes. Anche se, a mio avviso, questo eccessivo splendore stordisce.

Koons con Shine a Palazzo Strozzi, Firenze

Non appena si rimane abbagliati dalla brillantezza delle grandi sculture d’acciaio. Ci si trova davanti ad una sorta di ready made rivisitato. Ed ecco che si è pervasi dalla lecita domanda: Cosa vuole comunicare?

Nonostante lo stordimento di tutto questo bagliore, si rimane letteralmente estasiati dall’enormi sculture senza ombre né angoli.
Il concetto clou di questa mostra è, ovviamente, lo splendore e la positività di un materiare di uso comune (l’acciaio inox del resto viene utilizzato per le pentole) che diviene pregiato – almeno apparentemente – e che si contrappone al periodo buio che stiamo vivendo in cui tutto è ruvido, triste e pieno di asperità.

Koons è uno fra i maggiori esponenti dell’arte del nostro tempo, in molti lo ricorderanno perché è stato al centro di chiacchiere, infatti, per un breve periodo è stato sposato con la porno star Ilona Staller, ma ancor più famose sono le sue sculture, colorate, ammiccanti e accoglienti, dai colori sgargianti, quasi abbaglianti.

L’artista americano, con il suo stile neo pop, riesce a fondere il ready made di Duchamp con lo stile colorato di Wharol, che esattamente come lui si ispira al consumismo di una società contemporanea, utilizzando oggetti di uso comune e fondamentali per soddisfare ogni sfizio.

Koons e la mostra Shine a Palazzo Strozzi, Firenze

Le opere di Koons vengono decontestualizzate, e gli oggetti nella loro quotidianità e banalità diventano delle opere d’arte.

Apparentemente le sue sculture sono kitsch, o forse lo sono davvero, ma il tema centrale dell’artista è l’annullamento dell’enorme divario che si è creato tra l’alta cultura e quella popolare. Le opere possono sembrare superficiali, possono apparire stridenti e fuori luogo, ma rimaniamo attratti dalla morbidezza, dalla lucentezza e all’ottimismo che sprigionano.

I suoi palloncini dalle svariate forme, come Ballon dog, sono morbidi e al tempo stesso freddi, sensazione tipica dell’acciaio. Le sue sculture rappresentano la banalità, sono dei giochi, oggetti, nella maggior parte dei casi, inutili, che assumono nell’arte un mero ruolo ludico e decorativo.

Koons e la mostra Shine a Palazzo Strozzi, Firenze


Koons afferma: “Oggetti lucidi e levigati sono stati spesso esibiti dalla chiesa o dalle classi più ricche per mettere in mostra una sicurezza materiale o una condizione di elevazione spirituale. L’acciaio inossidabile è un riflesso simulato, falso, di quella rappresentazione”

Che ne pensate dell’arte di Jeff Koons?

Chiara Martine Menchetti

Storica dell’arte specializzata in iconografia e iconologia con una specializzazione in Storia dell’arte all’università di Pisa. Si forma professionalmente prima come assistente di galleria, Barbara Paci, poi come Direttrice della Galleria Vecchiato Arte. Dal 2019 collabora per Art-Test, società di studi e analisi diagnostiche, per attribuzioni e autenticazioni. Fondatrice del blog Mag Arte, vive di arte e di mare. Ma il suo vero sogno sarebbe stato fare la cantante, cabarettista e ballerina.

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