Il Met di New York ha condotto delle indagini diagnostiche sul celebre dipinto di Jacques Louis David: Il ritratto dei coniugi Lavoisier. 
Le analisi hanno svelato una versione antecedente della composizione.


Ritratto dei coniugi LavoisierJacques Louis David
1788

Tutto ha inizio nel 2019, quando, il famoso ritratto neoclassico di Jacques Louis David del chimico Antoine Laurent Lavoisier e di Marie Anne, sua moglie, è stato inviato al laboratorio di conservazione del Metropolitan Museum of Art.

Apparentemente il lavoro sembrava semplice: rimuovere della vernice
Man mano che gli strati di vernice in eccesso venivano grattati, ai ricercatori appariva anche qualcos’altro.
Il dipinto che conoscevamo fino a quel momento, che vede ritratti i coniugi Lavoisier interamente dediti al lavoro, intenti ad ampliare l’orizzonte e a quella che sarà la rivoluzione scientifica.

Marie Anne, appare vestita in modo semplice e umile, si china su suo marito, che è seduto a un tavolo avvolto da una tovaglia rossa, sta lavorando davanti a uno stuolo di strumenti tecnici.

Sono state effettuate analisi per mesi: la riflettografia a infrarossi e la mappatura della fluorescenza a raggi X. Gli esperti, grazie all’ausilio di quest’ultime, sotto gli strati di pittura, hanno trovato una versione molto diversa.


La versione originale del dipinto che David aveva fatto, restituiva un ritratto di Lavoisier e della moglie molto meno lusinghiero. I due apparivano come membri della nobiltà a tutti gli effetti, che si deliziavano nel loro stile di vita sontuoso.

Nella prima bozza, gli strumenti non erano presenti, il tavolo era spoglio ed era intarsiato con dei dettagli dorati.
Marie Anne indossa un elegante e appariscente cappello dalle lunghe piume.

Il dipinto è stato restaurato, ed è ora tornato alle gallerie neoclassiche del Met. Seppur tuttavia continui a raffigurare i Lavoisier come instancabili studiosi e lavoratori della scienza, ma il suo contesto espositivo è cambiato.

«Le rivelazioni sulla pittura di Jacques Louis David trasformano completamente la nostra comprensione dell’opera», ha dichiarato Max Hollein, direttore del Met, in una nota. «Più di 40 anni dopo che l’opera è entrata per la prima volta nella collezione del museo, è emozionante acquisire nuove informazioni sul processo creativo dell’artista e sull’evoluzione del dipinto».

Lavoisier, nasce nel 1743, ed è stato protagonista di numerosi importanti contributi alla scienza moderna come: il sistema metrico decimale, la prima tavola degli elementi e la scoperta dell’ossigeno e dell’idrogeno. Anne Marie, la moglie, è nata nel 1758, e fu fondamentale per molte di queste innovazioni, assistendo spesso Lavoisier negli esperimenti.

Grazie al suo successo, Lavoisier si era anche guadagnato un’intoccabile posizione nell’Ancien Régime francese, il sistema di governo dominante estripato dalla Rivoluzione. 
Una complicità con la classe regnante che gli costò caro: fu arrestato per la sua complicità come esattore delle tasse e infine giustiziato tramite ghigliottina nel maggio 1794.

Il dipinto di Jacques Louis David fu portato a termine nel 1788, un anno prima della rivoluzione. L’artista voleva esporre l’opera per la prima volta nel 1789, il Met ipotizza, che all’ultimo si convinse a ritirare l’opera allarmato dalle crescenti tensioni
L’opera poteva infatti essere interpretata come un servile tributo alla classe dirigente che di lì a poco sarebbe stata scacciata. 
Non sono ancora chiare le vicissitudini e cosa sia accaduto nel mezzo, ma gli storici indicano che Antoine Laurent Lavoisier (1743–1794) e Marie- Anne Lavoisier (Marie-Anne Pierrette Paulze, 1758– 1836) per essere esposto per la prima volta ha dovuto attendere l’Exposition Universelle del 1889.

Chiara Martine Menchetti

Storica dell’arte specializzata in iconografia e iconologia con una specializzazione in Storia dell’arte all’università di Pisa. Si forma professionalmente prima come assistente di galleria, Barbara Paci, poi come Direttrice della Galleria Vecchiato Arte. Dal 2019 collabora per Art-Test, società di studi e analisi diagnostiche, per attribuzioni e autenticazioni. Fondatrice del blog Mag Arte, vive di arte e di mare. Ma il suo vero sogno sarebbe stato fare la cantante, cabarettista e ballerina.

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