Pan, convinto di aver preso Siringa, stringesse
fra le braccia, invece di un corpo di ninfa, un ciuffo di canne,
e sospirasse, e il suo fiato passando fra canna e canna
facesse un suono leggero, che sembrava uno che piange
come, vinto dalla dolcezza di quella musica nuova

(Ovidio, Le Metamorfosi, Libro I, vv. 690 e segg.)
Pieter Paul Rubens, Pan e Siringa, 1617 circa, Museumslandschaft Hessen Kassel, Kassel
Pieter Paul Rubens, Pan e Siringa, 1617 circa, Museumslandschaft Hessen Kassel, Kassel

Siringa, ninfa naiade figlia della divinità fluviale Ladone e seguace di Artemide, fu una delle tante vittime della lussuria dei satiri. 

Pan, dio mezzo animale e mezzo uomo, la vide sui monti e se ne innamorò all’istante. La ninfa però non volle ricambiare il suo amore e fuggì verso il fiume.

Pan la raggiunse ma prima che si potesse avventare su di lei, Siringa invocò le sue simili affinché la salvassero dalla bramosia del satiro. Venne così trasformata in canne palustri e Pan, sentendo il dolce suono prodotto da esse a contatto col vento, decise di utilizzarle per costruire il suo primo flauto. 

Nel dipinto di Pieter Paul Rubens (1577-1640), “Pan e Siringa” (1617 circa) vediamo la giovane ninfa inseguita da Pan, un attimo prima della trasformazione. 

Pieter Paul Rubens, Pan e Siringa, 1617 circa, Museumslandschaft Hessen Kassel, Kassel
Pieter Paul Rubens, Pan e Siringa, dettaglio, 1617 circa, Museumslandschaft Hessen Kassel, Kassel

Siringa, è spaventata: con una mano allontana il satiro mentre con l’altra si copre la nudità con un velo bianco, come la Venere Pudica dei Musei Capitolini dalla quale l’artista ha ripreso il gesto.

Venere capitolina, copia romana di un originale greco del II secolo a.C., Musei Capitolini, Roma
Venere capitolina, copia romana di un originale greco del II secolo a.C., Musei Capitolini, Roma

La bellezza candida e pura della giovane contrasta con la bruttezza animale del dio dal corpo scuro e nerboruto. Un aspetto, quello di Pan, poco rassicurante come le sue intenzioni, che vengono disattese in quanto anziché le carni della ninfa, le sue mani afferrano un fascio di canne. 

Pieter Paul Rubens, Pan e Siringa, dettaglio, 1617 circa, Museumslandschaft Hessen Kassel, Kassel
Pieter Paul Rubens, Pan e Siringa, dettaglio, 1617 circa, Museumslandschaft Hessen Kassel, Kassel

Il trambusto generato dall’inseguimento fa fuggire alcuni volatili e altri animali che popolano le rive del fiume. Questa parte del quadro è stata realizzata da un noto collaboratore di Rubens, Jan Brueghel il Vecchio (1568-1625), esperto nella realizzazione di paesaggi. 

Da notare la varietà di specie animali e vegetali resi da questo artista con estrema precisione: fiori di ninfee sparsi sul terreno, anatre, rane. 

Pieter Paul Rubens, Pan e Siringa, dettaglio, 1617 circa, Museumslandschaft Hessen Kassel, Kassel
Pieter Paul Rubens, Pan e Siringa, dettaglio, 1617 circa, Museumslandschaft Hessen Kassel, Kassel

Non possiamo parlare di lieto fine: Siringa riesce a sfuggire alla violenza di Pan ma non ha scelta e resterà per tutta la vita una canna palustre. Inoltre, il satiro, in qualche modo si unisce alla ninfa, trasformando le canne nel suo nuovo strumento, il flauto o siringa.

L’amore infelice tra Siringa e Pan fu di ispirazione per la composizione per flauto “Syrinx “o “La flûte de Pan” Claude Debussy (1862-1918) del 1913.

Alice Meini

Dopo la aurea magistrale in Storia dell’arte presso l’Università di Pisa, ha lavorato come mediatore museale e operatore bibliotecario. Successivamente ha conseguito un master in Progettazione di attività e percorsi didattici per le istituzioni culturali presso lo IED di Venezia con una tesi sulla peer education nei musei.
Sogna un museo partecipativo, inclusivo e accessibile in grado di favorire il coinvolgimento attivo e creativo dei visitatori. Appassionata di cinema e letteratura, ama -anche troppo- le citazioni…pertanto ha deciso di chiudere questa bio con le parole di Enzo Mari: “tutti dovrebbero progettare…è l’unico modo per non essere progettati”.

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