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Andy Warhol e Il libro di cucina Wild Raspberrie: “A funny cookbook for people who don’t cook”.

Wild Raspberrie. Il libro di cucina di Andy Warhol A funny cookbook for people who dont cook
Andy Warhol

Andy Warhol

Andy Warhol (1928 -1987) lo conosciamo tutti. 

Figura predominante della Pop Art, è stato uno degli artisti più influenti del ventesimo secolo, spaziando dalla pittura al cinema, dalla scultura alla sceneggiatura. 

Andy Warhol, Campbell’s Soup Cans, 1962, New York, Museum of Modern Art (MoMA)

Andy Warhol, Campbell’s Soup Cans, 1962, New York, Museum of Modern Art (MoMA)

Non tutti però sanno che nel 1959, prima delle Campbell’s Soup Cans (1962) e della Coca-Cola (1960), Andy Warhol ha realizzato un libro di cucina dal titolo Wild Raspberrie in collaborazione con l’arredatrice Suzie Frankfurt.

Andy Warhol, Suzie Frankfurt, 1980.

Andy Warhol, Suzie Frankfurt, 1980.
Andy Warhol e Suzie Frankfurt, Wild Raspberrie, 1959.

Andy Warhol e Suzie Frankfurt, Wild Raspberrie, 1959. 

Non tutti però sanno che nel 1959, prima delle Campbell’s Soup Cans (1962) e della Coca-Cola (1960), Andy Warhol ha realizzato un libro di cucina dal titolo Wild Raspberrie in collaborazione con l’arredatrice Suzie Frankfurt.

Andy Warhol e Suzie Frankfurt, Wild Raspberrie, 1959.

Andy Warhol e Suzie Frankfurt, Wild Raspberrie, 1959. 

Beh…ovviamente non si tratta di una raccolta di ricette convenzionale…tanto che l’artista lo ha definito “a funny cookbook for people who don’t cook”, come racconta lo stesso Andy: 

“We had to write a funny cookbook for people who don’t cook. My mother, who was a hostess sine qua non, deemed the most important thing for a new bride was to be a good hostess. I wanted to emulate my mother, of course, and it was the year all these French cookbooks came out. I tried to make sense of them. ‘Make a béchamel sauce,’ they’d say. I didn’t even know what that was”.

Sono gli anni 50 e a New York andava di moda la cucina francese, pensiamo a Julia Child, la cuoca dilettante che ha insegnato a cucinare agli americani. 

Andy decise dunque di realizzare un divertente libro di cucina coinvolgendo la sua famiglia e i suoi amici.

Andy Warhol e Suzie Frankfurt, Wild Raspberrie, 1959.

Andy Warhol e Suzie Frankfurt, Wild Raspberrie, 1959. 

Frankfurt ha inventato i testi, Warhol ha illustrato le ricette con 19 disegni, sua madre Julia si è occupata della calligrafia e quattro ragazzi che vivevano nel suo palazzo hanno colorato i libri. 

Andy Warhol e Suzie Frankfurt, Wild Raspberrie, 1959. 
Andy Warhol e Suzie Frankfurt, Wild Raspberrie, 1959. 

Sono solo 34 i libri conclusi, molti dei quali regalati agli amici più stretti, e adesso battuti all’asta per una cifra stimata tra i 30.000 $ e i 50.000 $, a seguito del casuale ritrovamento da parte del figlio di Suzie nella soffitta di famiglia.

Andy Warhol e Suzie Frankfurt, Wild Raspberrie, 1959. 
Andy Warhol e Suzie Frankfurt, Wild Raspberrie, 1959. 

Il libro si presenta come una divertente parodia dell’alta cucina francese. Troviamo difatti ricette come “Omlet Greta Garbo”, “da mangiare sempre da soli in una stanza a lume di candela”. 

Andy Warhol e Suzie Frankfurt, Wild Raspberrie, 1959. 
Andy Warhol e Suzie Frankfurt, Wild Raspberrie, 1959. 

“Gefilte di Fighting Fish”, la cui ricetta recita: “immerge  i pesci in acqua di mare e lasciali combattere finché non si disossano completamente l’un l’altro. Prendere i filetti, sfumare con il vino bianco e servire leggermente freddo”. 

Andy Warhol e Suzie Frankfurt, Wild Raspberrie, 1959. 
Andy Warhol e Suzie Frankfurt, Wild Raspberrie, 1959. 

Mentre per il “Capriolo scottato” è consigliato di scegliere un “capriolo ucciso durante un agguato”, “infinitamente meglio del capriolo ucciso dopo un inseguimento”.

Insomma, un libro in pieno stile Warhol!

Bon appétit!

Andy Warhol
Andy Warhol

Alice Meini

Dopo la aurea magistrale in Storia dell’arte presso l’Università di Pisa, ha lavorato come mediatore museale e operatore bibliotecario. Successivamente ha conseguito un master in Progettazione di attività e percorsi didattici per le istituzioni culturali presso lo IED di Venezia con una tesi sulla peer education nei musei.
Sogna un museo partecipativo, inclusivo e accessibile in grado di favorire il coinvolgimento attivo e creativo dei visitatori. Appassionata di cinema e letteratura, ama -anche troppo- le citazioni…pertanto ha deciso di chiudere questa bio con le parole di Enzo Mari: “tutti dovrebbero progettare…è l’unico modo per non essere progettati”.

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