DoDo Jin Ming

È impossibile non immedesimarsi, non immergersi nelle fotografie del mare in tempesta di DoDo Jin Ming.

Potrebbe essere un'immagine in bianco e nero raffigurante natura e albero

Diventiamo onde, sale, vento… il respiro viene meno, letteralmente.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante attività all'aperto

DoDo Jin Ming è nata a Pechino nel 1955, vive e lavora a New York. Ming è stata per molti anni una violinista professionista, ma dopo aver visto una mostra di Joseph Beuys, nel 1992, ne è rimasta così impressionata che ha abbandonato il violino per divenire una fotografa autodidatta.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante albero di frutta con nocciolo e natura

DoDo Jin Ming insegue la natura, selvaggia o addomesticata, realizzando fotografie emozionanti catturando lo splendore del caos. Conscia del potere impressionante del mare, la fotografa trasporta l’osservatore in in un precipizio che sta per essere sommerso da una cascata d’acqua. Stampando le sue foto combinando due negativi riccamente tonificate, uno del mare e l’altro del cielo, Jin Ming ne intensifica così la potenza espressiva giungendo ad un notevole effetto pittorico. Sebbene questa tecnica di stampa multipla risalga alla metà del 19° secolo e ai maestosi e pacifici paesaggi marini di Gustave Le Gray (1820-1882), le immagini turbolente di DoDo Jin Ming evocano i dipinti tumultuosi di William Turner (1775-1851) e Winslow Homer (1836-1910).Jin Ming ha realizzato la maggior parte delle sue fotografie lungo la costa del Maine, della Nuova Scozia e di Hong Kong, spesso con grande rischio personale. È in grado di cogliere la bellezza e la forza travolgente degli elementi naturali generando una visione panica della natura. Guardando i suoi scatti diveniamo a nostra volta mare, vento, corteccia, fiori.
Bellissimi, maestosi, caotici e dirompenti.

Cosa ne pensate? Vi piace?

Alice Meini

Dopo la aurea magistrale in Storia dell’arte presso l’Università di Pisa, ha lavorato come mediatore museale e operatore bibliotecario. Successivamente ha conseguito un master in Progettazione di attività e percorsi didattici per le istituzioni culturali presso lo IED di Venezia con una tesi sulla peer education nei musei.
Sogna un museo partecipativo, inclusivo e accessibile in grado di favorire il coinvolgimento attivo e creativo dei visitatori. Appassionata di cinema e letteratura, ama -anche troppo- le citazioni…pertanto ha deciso di chiudere questa bio con le parole di Enzo Mari: “tutti dovrebbero progettare…è l’unico modo per non essere progettati”.

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