A Long Drawn Out Trip

Il cortometraggio animato “A Long Drawn Out Trip fu mandato in onda dalla BBC nel 1973.

Di cosa si tratta?

Beh… pensate alle icone americane più note: dalla Statua della Libertà, passando da Frank Sinatra, John Wayne, Black Power, Topolino, Coca Cola, Playboy fuse l’una nell’altra grazie alla penna dissacrante del fumettista inglese Gerald Scarfe (1936). Insomma un trip allucinato e fantasmagorico dove la “donnina” di Playboy nasce dalla costola dello scheletro di Adamo e Topolino è un hippie strafatto che incarna perfettamente lo spirito dell’America degli anni Settanta.

I Pink Floyd, che compresero perfettamente la potenza visionaria delle illustrazioni di Scarfe, decisero di coinvolgerlo nella realizzazione del concept album “The Wall”.

“The Wall” narra la storia della rockstar Pink (in gran parte ispirata alla vita dello stesso Waters e di Syd Barrett, mai dimenticato dal gruppo nonostante il suo allontanamento) segnata da avvenimenti tragici come la precoce morte del padre, dalla scuola disumanizzante, da una madre iperprotettiva, dal successo e da un matrimonio fallito. Tutto questo è troppo per Pink che si isola, si nasconde dietro ad un “muro” che lo protegge e al contempo lo rende ancora più solo e in balia della sua disperazione.

Quello che segue è storia: una copertina che un’icona, un tour con esibizioni dalle scenografie immense e mai viste tratte dalle illustrazioni di Gerald Scarfe, un film di Alan Parker con Bob Geldof nel ruolo di Pink ed infine un monumentale show di Roger Waters (dopo l’abbandono del gruppo) nel 1990 per celebrare la caduta del muro di Berlino.

“The Wall” è un’opera totalizzante e poliedrica. È il disco rock che combatte il rock. Ma soprattutto è una storia che parla a ognuno di noi. Grazie alle parole e alla musica dei Pink Floyd e alle immagini visionarie di Gerald Scarfe fa riflettere sui muri che costantemente innalziamo di fronte ai nostri sentimenti.

Alice Meini

Dopo la aurea magistrale in Storia dell’arte presso l’Università di Pisa, ha lavorato come mediatore museale e operatore bibliotecario. Successivamente ha conseguito un master in Progettazione di attività e percorsi didattici per le istituzioni culturali presso lo IED di Venezia con una tesi sulla peer education nei musei.
Sogna un museo partecipativo, inclusivo e accessibile in grado di favorire il coinvolgimento attivo e creativo dei visitatori. Appassionata di cinema e letteratura, ama -anche troppo- le citazioni…pertanto ha deciso di chiudere questa bio con le parole di Enzo Mari: “tutti dovrebbero progettare…è l’unico modo per non essere progettati”.

Potrebbe anche interessarti...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *