Hilma af Klint

La risposta non è così scontata come immaginate: Hilma af Klint. La pittrice svedese è da considerarsi la vera pioniera dell’astrattismo. Questo permette di riavvolgere le fila della storia dell’arte contemporanea, soprattutto perché il pittore precursore di questa corrente è sempre stato considerato Wassily Kandinsky… almeno fino a poco tempo fa.

Hilma af Klint, The Dove, No. 1, 1915 © Stiftelsen Hilma af Klints Verk / Moderna Museet

Il MoMA di New York alla fine del 2012 presenta al pubblico Inventing Abstraction, 1910–1925, il risultato di un grande lavoro di ricerca durato mesi, per celebrare il centenario dalla nascita dell’Astrattismo e i pionieri di questa importante corrente artistica: da Kandinsky a Kupka, da Delaunay, a Francis Picabia per arrivare a Malevich e Mondrian. Purtroppo, è stato omesso un pezzo fondamentale della storia.
L’arte astratta fa la sua apparizione in Svezia prima del 1910, e molto tempo prima del famoso acquarello di Kandinsky a cui si fa risalire l’inizio dell’astrattismo.

Serie SUW/UW, Grupp IX/SUW, nr 23. Svanen, nr 23, 1915 Olja på duk 152,5 × 150 cm HAK171 © Stiftelsen Hilma af Klints Verk

Con Hilma af Klint si riscrive un periodo storico praticamente dato per certo, si aggiungono nuovi tasselli fatti di colori e nuove forme, ma soprattutto si aggiunge sensibilità e l’estro creativo di una donna ad un canone artistico il cui dominio è stato prettamente maschile.

© Stiftelsen Hilma af Klints VerkSerie SUW/UW, Grupp IX/SUW, nr 17. Svanen, nr 17, 1915 Olja på duk 150,5 × 151 cm HAK165 © Stiftelsen Hilma af Klints Verk

Conosciamo meglio Hilma af Klint

Hilma af Klint nasce a Stoccolma il 26 ottobre del 1862. Proviene da una famiglia aristocratica di sette generazioni di Ufficiali della Marina. Apprende la tecnica del disegno e ad abbozzare ritratti alla Tekniska Skolan (oggi la University College of Arts, Crafts and Design) e, appena ventenne, è una delle prime donne della sua generazione ad essere ammesse all’Accademia Reale Svedese di Belle Arti.
Nel 1908 lascia l’Atelier Building (Ateljébyggnaden), il suo studio, per trasferirsi sull’isola di Munsö, vicino Adelsö, tra i paesaggi da favola e le acque del Lago Mälaren, per prestare assistenza alla madre cieca e per poter dipingere nella quiete dalla natura pacifica e intensa. Vivrà anche ad Helsingborg e Lund, per far poi rientro rientro a Stoccolma, dove troverà la morte nel 1944, a seguito delle ferite riportate dopo essere stata investita da un tram.

Hilma af Klint: la sua arte

Al contrario della sua vita, l’arte di Hilma af Klint è impossibile da riassumere in poche righe; le sue opere erano visionarie, intriganti, oniriche, e sensazionali.

If I want to show the world as it is, I have to invent it.

Hilma af Klint

Hilma crea le sue opere in un momento in cui il mondo è invisibile e astratto, ma d’improvviso si rivela. È un periodo di rivoluzione sotto ogni punto di vista, vengono fatte scoperte scientifiche incredibili: fa la sua apparizione la meccanica quantistica e la divisibilità dell’atomo, Freud pubblica per la prima volta i suoi saggi sulla mente umana ed Einstein sconvolge il mondo con la teoria della relatività.
Proprio in questo scenario si colloca la figura di una donna, istruita, colta, con una sensibilità rivolta alla scienza e alla fisica con un occhio sensibile rivolto oltre il visibile.

Grupp IX/SUW, nr 21. Svanen, nr 21, 1915 Olja på duk 153 × 153 cm HAK169 © Stiftelsen Hilma af Klints Verk

L’artista è convinta che ad un mondo fisico e materiale se ne contrapponga uno parallelo fatto di forze spirituali e concrete. Il suo interesse è rivolto allo spiritualismo all’esoterismo e alla Teosofia.

Insieme a quattro donne, nel 1896, fonda “The Five”, che si riunisce ogni venerdì per sedute di meditazione ed esercizi spirituali. Il contatto con gli spiriti celesti e i messaggi ricevuti (di un probabile grande progetto da portare avanti) incentivano Hilma ad abbandonarsi completamente alla pittura per dedicarsi alla serie dei “Dipinti per il Tempio”. Questa serie cambierà davvero il corso della sua vita.

The Ten Largest, No. 4, Youth, 1907 © Stiftelsen Hilma af Klints VerkGrupp IV, nr 4. De tio största, Ynglingaåldern, 1907 Tempera på papper uppfodrad på duk 315 × 234 cm © Stiftelsen Hilma af Klints Verk HAK105

Le 193 opere prodotte in questi anni sono i primi esempi di Arte Astratta dell’epoca moderna. E dimostrano di essere opere già mature e complete. Dimostrano una consapevolezza artistica originale e straordinaria. Diversamente da ciò che accadrà con i primi lavori dei padri dell’astrattismo: tentativi più immaturi e dall’esito poco entusiasmante.

Questo, dell’artista svedese, è un approccio rivoluzionario e senza precedenti, peccato che per molto tempo non sarà apprezzato e neppure compreso. Lo stesso Steiner (fondatore della dottrina antroposofica di riferimento di Hilma) sconsiglierà all’artista di esibire le sue opere per almeno mezzo secolo.

Le sue opere non sono mai state esposte nel corso della sua vita.

De tio största, 1907 © Stiftelsen Hilma af Klints Verk. Photo: Albin Dahlström/Moderna Museet

Rimasero nascoste per decenni nello scantinato di una residenza di famiglia. Le sue tele, gli appunti e i disegni verranno lasciati in eredità al nipote dell’artista, insieme a due clausole: i dipinti non potranno mai essere venduti; non potranno essere esibiti prima dei vent’anni dalla morte dell’autrice.
Ecco che così arriviamo ai giorni nostri. Solo nel 1986 le opere e il nome di Hilma af Klint debuttano per la prima volta, alla mostra The Spiritual in Art – Abstract Paintings 1890 – 1985, del County Museum di Los Angeles. Da quel momento le opere dell’artista svedese saranno esposte nei Musei di tutta Europa.
Nel 2013 il Moderna Museet di Stoccolma le dedica la più grande retrospettiva (con oltre 230 opere) e nel 2018 arriva, finalmente, la consacrazione mondiale con la mostra “Hilma af Klint: Paintings for the Future” allestita al Guggenheim di New York.

Ovviamente il nome di questa artista è ancora assente nei libri di storia e molto spesso ancora omesso. La strada è ancora lunga e ci vorrà ancora parecchio tempo per comprendere, decifrare l’immaginario e la cifra stilistica di un’artista tanto immaginativa quanto moderna. Per riuscire a collocare storicamente storie ed aneddoti e ridare uno spazio nei libri di storia dell’Arte a questa donna straordinaria che ha segnato un’epoca.
Se vi siete interessati a questa artista è uscito un documentario Beyond the Visible“, della regista Halina Dyrschka, che riesce a raccontarla in tutta la sua essenza e potenza.

Le opere della Klint non possono essere vendute e, quindi, possedute da nessun museo. La Fondazione a lei dedicata ha stipulato un accordo con il Moderna Museet di Stoccolma, che espone le opere di Hilma af Klint, tra quelle della collezione permanente.

Chiara Martine Menchetti

Storica dell’arte specializzata in iconografia e iconologia con una specializzazione in Storia dell’arte all’università di Pisa. Si forma professionalmente prima come assistente di galleria, Barbara Paci, poi come Direttrice della Galleria Vecchiato Arte. Dal 2019 collabora per Art-Test, società di studi e analisi diagnostiche, per attribuzioni e autenticazioni. Fondatrice del blog Mag Arte, vive di arte e di mare. Ma il suo vero sogno sarebbe stato fare la cantante, cabarettista e ballerina.

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